

#diastasideiretti


Watching everybody around me talking, I wonder how come I feel so disconnected?
Mi dicono che dovrei aspettare ancora, far passare un altro pò di tempo, “perchè sicuramente questa pancia sparirà da sola”. Mi fanno tutti ridere… perchè mi sembra che nessuno mi capisce. È una cosa banale da dire, lo so. “Nessuno mi capisce”… tutti lo diciamo. Però nessuno sa per davvero quello che succede nella vita degli altri, e quindi non possiamo capire verò?
Io invece non ho altra scelta che cercare di conviverci. Purtroppo non ho nessuno chi mi aiuti coi bimbi, che sono molto piccoli tra l’altro. Non posso operarmi perchè dopo chi li prende in braccio? Chi farà loro il bagnetto? Certo, c’è mio marito, ma lui lavora, sta a casa solo la sera. Durante il giorno?
Non è facile per niente, penso che dovrò cercare di lasciare alle spalle il mio problema. Ma come faccio?
Non è un argomento facile per chi ne soffre. Purtroppo è una malattia della quale non si parla abbbastanza, secondo me. Tantissime donne soffrono di diastasi addominale ma non lo sanno, oppure non riescono a parlare. È una malattia debilitante a livello psicologico, almeno lo è per me. Anche a livello fisico provoca dei disturbi; può causare lombalgia, ernie ombelicali e quant’altro. Non sono un medico, non posso parlare delle conseguenze fisiche.
Però posso parlare dal punto di vista psicologico, almeno per quello che riguarda la mia vita. A me mi ha toccato profondamente, in quanto sono arrivata ad odiare il mio proprio corpo e me stessa.
Ho avuto due gravidanze negli ultimi 2 anni. La mia prima bimba ha 22 mesi e il più piccolino 9 mesi soli. Quindi sono rimasta incinta del secondo figlio quando la prima aveva 4 mesi. È stata una cosa voluta, intendiamoci. Io e mio marito desideravam che i bimbi fossero quasi coetanei, per varie ragioni. Solo che il mio addome non avuto abbastanza tempo per guarire, e quindi mi sono ritrovata, a 9 mesi dopo il parto, con i muscoli dilatati e la pancia sporgente.
Cioè, sembro sempre incinta.
Sono andata finalmente a fare le mie prime visite chirurgiche, con la speranza di fare questo benedetto intervento di addominoplastica e correzione della diastasi. Sapevo che non sarebbe stato un intervento facile e che la guarigione era lunga, però ero arrivata ad un punto in cui non riuscivo più a convivere con me stessa. È invece? Sono rimasta delusa. Entrambi i chirurghi che mi hanno visitato hanno scoraggiato le mie intenzioni, infrangendo le mie speranze. Secondo loro, “meglio aspettare”, “sei troppo giovane”, “è un intervento troppo difficile”, ecc. Ma la cosa più brutta che ho sentito è stata: “prova a conviverci”…
Senza parole… “prova a conviverci”…
Facile a dirsi quando non riesci neanche a metterti un vestitino carino perchè sembri incinta…
Stava seduto sul suo trono senza muovere un muscolo… così lontano da tutti quelli che lo adulavano, anche se stavano tutti ai suoi piedi. Un re con il viso di pietra, bello e freddo, mai toccato da secoli di vita… Solo, anche se circondato dai suoi soggetti; popoli che lui ha inginocchiato con la sua spietata spada.
Lo adoravano, o era solo paura quella che vedeva nei loro occhi? Non poteva capire. Da troppo tempo il suo cuore era diventato di pietra, non sentiva più niente, solo echi lontani di quello che era stato.
La giornata era noiosa come sempre. Ascoltava i litigi del consiglio di guerra come se fosse solo uno spettatore, senza interesse.
“Mio Signore, re Crane si rifiuta di pagare le tasse, e sta minacciando di ribellarsi”, disse Dayron, la mano destra del re.
“Ci servono davvero altri tesori?” chiese Erec passandosi la mano con aria stanca sui capelli biondi come il miele. “Li lasceremo in pace”
“Ma mio Signore, non possiamo tralasciare una simile offesa” urlo Dayron rosso, con la sua brutta faccia da cavallo. Non era un bel uomo, (‘ma è almeno intelligente’ penso Erec con distacco).
“Va bene, faremo un incursione questa notte, e vedremmo con i nostri stessi occhi se è così” accetto re Erec, ‘solo per uscire da questa maledetta riunione’ penso lui.
Ho pensato molto a come scrivere una sorta di introduzione, ma purtroppo non mi viene in mente nulla di natura ”intelligente”. Non sono una scrittrice, anche se (non negherò) mi piacerebbe tanto. Mi piace tanto leggere…Leggendo, a volte immagino di essere io quella che ha tenuto in mano la penna che ha dato vita a quel capolavoro. Quindi… ho deciso di dar libero sfogo alla mia immaginazione, anche se non sono capace di scrivere più che delle piccole stupidaggini.
Chissà…
I thought a lot about how I was going to write some sort of an introduction, but unfortunately I can not think about anything ”smart”. I’m not a writer, even though (I’m not going to deny it) I would love to be one. I really love to read… While I read, I sometimes imagine being the one whose pen gave life to that masterpiece. So… I decided to release my imagination, even though I’m not able to write but silly things.
Who knows…